un impossibile silenzio

Una paura..

un qualcosa che provi dentro che quando

ti prende vorresti scappare anche se sei consapevole

che dove andrai quella paura apparirà ancora perché

sarà inevitabile non portartela dietro..

ti insegue e ti intrappola verso l’assurdo del mondo..

e tu non fai altro che sorridere,

trattando di non far vedere

i tuoi sentimenti che ti urlano in faccia…

PRESENTAZIONE…. meglio che andare da loro…

ARTICOLO 21 di LUCA BOSIO
(
La Biblioteca Civica Vincenzo Pappalettera invita tutti alle ore 21.00 in Sala Aurora di Palazzo Arese Borromeo per la presentazione del volume “Articolo ventuno” un legal thriller scritto da Luca Bosio.
Presenteranno questo romanzo Cosimo Argentina e Massimiliano Castellani e ci sarà anche l’autore del libro.)
Un avvocato e il mistero di una bimba scomparsa nel nulla.
Tutto cominciò quando l’avvocato Luca Savio si convinse di avere trovato, per pura casualità, un indizio per risolvere il mistero.
Solo un folle poteva convincersi che quell’indizio avrebbe potuto significare qualcosa. Ma talvolta l’istinto riesce ad arrampicarsi e vedere oltre il muro della ragione.
Fu così che Savio, en passant, cominciò a “guardarsi intorno” e a “fare domande” nella speranza di trovare qualche riscontro per i suoi sospetti mentre i suoi più cari amici e colleghi continuavano a dargli del pazzo…
“Appena uscì dal Palazzo di Giustizia, Savio accese una Gauloise Blu e si accomodò a un tavolino all’aperto del bar di fianco al Tribunale. Tirò una profonda boccata di sigaretta e recuperò dalla sedia a fianco un giornale ancora intonso abbandonato da un avventore distratto.
In prima pagina era pubblicata la fotografia di una bimba di otto anni con le treccine e due immensi occhi castano scuro, al contempo dolci e tristi. Si trattava di una bambina scomparsa da un paio di giorni dalle parti di Pistoia. Di lei si era persa ogni traccia dopo l’uscita dalla scuola.
La madre sarebbe dovuta passare a prenderla, come al solito, alle 13,15. Quel maledetto giorno il passaggio a livello la fece arrivare con cinque minuti di ritardo.
Troppo tardi.
Alessia non c’era più ad attenderla e nessuno l’aveva vista nelle vicinanze della scuola.
Sparita nel nulla.
Savio si lasciava spesso coinvolgere emotivamente da storie come quella di Alessia, forse perché quando vedeva soffrire un bambino pensava immediatamente alla sua Valentina e a cosa avrebbe fatto se qualcuno se la fosse presa con lei.
Nessuna pietà: nuova formulazione dell’articolo 21 del Codice Penale.
Quel martedì mattina era stranamente soleggiato nonostante fosse il mese di novembre e le provvidenziali lenti fotosensibili degli occhiali da vista di Savio cominciarono ad oscurarsi a dovere.
In quel momento fu colto da una strana sensazione.
“Quella bimba l’ho già vista da qualche parte”, pensò.
Ma come spesso accade quando si è in preda a sensazioni di quel genere, non riusciva a realizzare se si trattasse di mera suggestione o se effettivamente l’avesse vista in precedenza…”

monto il mio proprio circo per farti sorridere

Dovrò dare un giro a domani,
tutti saranno insieme ad ascoltare le parole..
io sarò ad una presentazione di un libro,
perché l’idea di andare con loro mi manda male..
l’idea di vederli insieme mi distrugge
e i miei lamenti diventano i loro lamenti..
non voglio andarci e non ci andrò,
perché quelle parole, quelli 45 minuti li
posso sentire benissimo in un altro posto..
in cui possa sedermi da sola e piangere mentre
un silenzio intrappolerà la mia anima e
io mi sentirò più vicina a te…

con la mente vuota…

Passi lenti passi per un corridoio,
le luci intorno dipingono la serata
e lei cammina da sola con in mano la borsa grigia..
si ferma, si gira e una lacrima scivola
dalla sua guancia sinistra…
cammina e si confonde in mezzo alla moltitudine
e ai sorrisi che ci sono nelle facce…
lei non capisce il perché di questa sera,
il suo passo si affretta ed esce fuori di tutto
ma rimane sempre dentro a….

lei si guarda intorno.. lei è ancora qui…

fogli da compilare in sette ore di scuola…

un sospiro vola fuori della finestra e

una mia compagna perde un orecchino che
scende giù per il suo giubbotto rossa…
una prof entra con la gonna rossa a quadretti
e ci consegna le verifiche..
una campana e in tanto la folle scende a fumare e
io rimango a metà scala con le mani in tasca,
in una le chiavi della macchina,
nell’altra una speranza…
ancora un’altra campana e torniamo come guerrieri a combattere
per sconfiggere le ultime tre ore…
usciamo e la citroën verde si mette in moto…
prima, seconda e terza… stop,
un treno inizia il suo percorso,
una chiacchiera con un amico in coda
e poi scatta il verde
e via…

mattinata a Milano e sera al buio

ti ho perso ma ho comunque

paura di perderti..

di non nominare più il tuo nome..

di non pensarti più.. di non sognarti..

di vedere come le nuvole

nere coprono la tua stella…

paura che i miei ricordi diminuiscano sempre di più…

la ferita di una data, la ferita di un addio..

ma tu sei sempre puro e pulito e

voli voli con il solito sorriso dipinto in faccia…

e io aspetto sulla finestra un colpo di vento

aspettando che sia tu chi sfiori il mio viso…

ci siamo quasi..

I buoni momenti scendono

insieme alla pioggia,

così trasparenti che riesco a vedere

le gioie che sono andati via..

ci siamo quasi..

e io posso già vedermi..

seduta sempre da sola in fondo

ad ascoltare 45 minuti di parole che non capirò,

perché in fondo poco importeranno..

ma io dovrò andarci,

non potrei rifiutare un invito al dolore..

dove i malati si leccheranno le loro ferite

e dove un’ombra si mescolerà

fra il buio di una vecchia chiesa…

o qui o a Milano.. il sapore è lo stesso

Come se fosse l’ultimo sorso

il bevitore beveva la sua birra…

come se fosse l’ultima goccia scendeva per la sua gola…

ubriaco e solo,

il bicchiere scivolò dalle sue mani bagnando

il pantalone di birra,

si alzò e in quel momento una radio

piccola suonava November Rain dei Guns,

lui l’ascoltò e rimasse in piedi finché

un ragazzo cambiò la canzone..

poi ci fu il buio…